Sbs
Home | Sbs, cos’è | Contatti | Licenze | Rubriche | Fdg | Iniziative | Foto | Video | Link | Area riservata

Google
Grab this Widget ~ Blogger Accessories

venerdì 31 ottobre 2008

0

Usa 2008. Che vinca il migliore

Complottini a parte, martedì verrà finalmente deciso il nome di colui che sostituirà George W. Bush alla Casa Bianca. I sondaggi continuano a indicare vincitore Barack Obama. Alcuni sostengono che il distacco da John McCain sia notevole, altri sottolineano il recupero del repubblicano su scala nazionale. Sorprendono, e non poco, i vari endorsement pro Obama provenienti dalla destra. Tanti intellettuali, vicini al Partito repubblicano, stanno in queste ore voltando le spalle a McCain. Tra i principali motivi, la sua presunta incapacità di gestire la crisi economica e lei, la vice Sarah Palin. È incredibile come di punto in bianco siano cambiati i pareri nei confronti del governatore dell’Alaska, il barracuda, il pitbull col rossetto. Anche noi ci siamo cascati, è giusto ammetterlo. Ma sono serviti pochi giorni – bisogna ammettere anche questo – per comprendere le evidenti lacune della Palin, trasformata da uragano a zavorra (parafrasando Marcello Foa).

Obama dalla sua parte può contare sull’unità del Partito democratico. La pace fatta con Bill Clinton e con il resto della famiglia, l’appoggio di personaggi illustri quali Colin Powell: non poteva chiedere niente di meglio da questa campagna elettorale. Il senatore dell’Illinois ha messo in piedi una macchina senza precedenti, il mega spottone (mezz’ora di puro Obama style) andato in onda a reti quasi unificate sarà anche costato una barca di soldi, ma ha fatto il pieno di ascolti avendo anticipato (anzi, costretto al posticipo) la finale di baseball in programma quella stessa sera. Obama ha classe e molti estimatori. Qualsiasi “marachella” gli viene perdonata, dalle amicizie scomode ai vecchi ideali filosocialisti, passando per le illegalità commesse a suo favore da parte di alcuni attivisti più o meno faziosi. Se Obama dovesse vincere le elezioni avrà il difficile compito di trasformare le belle parole in fatti. Un qualsiasi candidato presidente è chiamato a questo dovere, ma lui di più. Ha stravolto i paradigmi, ha promesso (l’ultima è quella di un governo bipartisan), ha parlato di cambiamenti per l’America e per il mondo. Se non dovesse riuscire a mantenere fede a quanto annunciato in questi mesi glielo rinfacceranno a vita. Al confronto le critiche ai danni di Bush risulterebbero complimenti.

La sfida tra Obama e McCain è giunta al termine. Abbiamo provato a raccontarla, bene o male. È stata una bella campagna elettorale, forse tra le più belle degli ultimi tempi. Dentro c’è stato di tutto: fattori razziali, guerra (un tema che speriamo venga accantonato al più presto), crisi economica, insulti, minacce, endorsement che non ti aspetti, gaffe, idraulici (veri o presunti). Obama è il grande favorito. McCain insegue, ma non demorde. Sarà una battaglia all’ultimo voto, indecisi permettendo. Senza dimenticare gli outsider, gente sconosciuta (ma grandi rompiscatole).



Sbs
è un blog di Fabio Germani. Fu creato il 20 ottobre 2007 ed è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.