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domenica 20 gennaio 2008

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Primarie Usa 2008. Nel South Carolina The Mac is back!


Hillary Clinton trionfa anche in Nevada. Ma la conquista del West, come lei ha definito la sua vittoria, è riuscita solo in parte. Hillary ha vinto con il 50,7 per cento dei consensi. Il suo acerrimo rivale, Barack Obama, ha invece ottenuto il 45,2 per cento dei voti, ma in compenso ha conquistato 13 delegati contro i 12 dell’ex First Lady. A conferma che la sfida è tutto sommato ancora aperta e che il voto della prossima settimana nel South Carolina ci dirà chi avrà maggiori chance nel big day del 5 febbraio.



Lo Stato del gioco dazzardo ha poi premiato Mitt Romney (seconda vittoria consecutiva) tra i Repubblicani. L’ex governatore del Massachusetts ha puntato molto sul Nevada e i suoi “fratelli” mormoni hanno risposto positivamente al voto. Il successo non è stato mai in discussione: a Romney è andato il 51,1 per cento e tutti gli altri candidati – da Ron Paul (13,7 per cento) in giù – si sono dovuti accontentare delle briciole.



Ma per i Repubblicani non c’è stato solo il voto del Nevada. Anche nel South Carolina, infatti, i cittadini si sono recati alle urne per decidere chi, tra le fila del Partito dell’elefante, correrà per la Casa Bianca. The Mac is back! Otto anni dopo, John McCain si è preso la sua rivincita e ha vinto nello Stato che invece in quell’occasione lanciò George W. Bush. Ma otto anni – ha fatto notare l’eroe del Vietnam – non sono un’eternità. Buon secondo posto per Mike Huckabee (la sfida è terminata 33 a 30 per il senatore dell’Arizona). Ora il gioco inizia a farsi davvero interessante. McCain e Romney hanno guadagnato buone posizioni e il 29 gennaio dovranno vedersela con un pezzo da novanta: Rudy Giuliani, finalmente in corsa (sul serio) in Florida. Per Giuliani la Florida sarà una tappa fondamentale: ha investito molto ed è convinto di poter vincere. Se così fosse si proietterebbe, per forza di cose, come potenziale “uomo da battere” anche nella lunga maratona del 5 febbraio.



E nel Partito dell’asinello? Come già detto il South Carolina sarà importante sia per Obama, sia per la Clinton. John Edwards, che finora ha recitato il ruolo di terzo incomodo e nulla più, ha ormai poco da chiedere a queste primarie. Per lui il detto “tra i due litiganti, il terzo gode” non vale. Eppure – come fa ben notare Il Rumore Dei miei Venti – proprio Edwards potrebbe risultare un personaggio chiave per la corsa dei due maggiori contendenti, a patto che riesca a rubacchiare loro qualche voto nelle prossime tappe elettorali.




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è un blog di Fabio Germani. Fu creato il 20 ottobre 2007 ed è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.