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martedì 15 dicembre 2009

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Il clima è un problema

Per il presidente del Senato, Renato Schifani, è necessario "creare un clima non solo di concordia, ma anche di confronto tra parti che possono pensarla in maniera diversa, ma che si devono misurare sul piano delle idee e dei contenuti e non su quello del vilipendio e della demonizzazione dell'avversario". Io ricordo che si auspicava il dialogo (utile per attuare quelle riforme di cui l'Italia avrebbe bisogno), che c'era chi parlava di Veltrusconi e di inciuci. Com'era? Ah, sì: Se pò ffà. Poi cosa è successo nel frattempo? Che Berlusconi si è fatto beccare alla festa di una ragazzina, che la moglie lo ha definito come lo ha definito arrivando al divorzio, che sempre il premier è stato scoperto in situazioni particolari con donnine particolari, che la Consulta ha bocciato il lodo Alfano scatenando tutte le ire del PresDelCons. Infine, un duomo in faccia. Come la penso a tale proposito l'ho già scritto ieri. La violenza, come dicono Casini e Bersani, va condannata senza se e senza ma. C'è anche un però. Ovvero che chi ora parla di clima avvelenato, teso e quant'altro dovrebbe fare un passo indietro e tacere. E mettersi al lavoro. Perché il fatto di domenica sta fornendo un motivo in più per fare baccano. Siamo passati dal "dialogo" alle "botte", e il clima avvelenato è stato alimentato dalla stampa fin troppo schierata di questi ultimi tempi. Eppure qualcosa non torna. Oggi il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota, ha dichiarato di confidare che in futuro si parli solo di politica. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. In tanti eviteranno di farlo.



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Facebook, alla faccia della privacy?

Io, per Tech Tester IT

Tech Tester IT si era già occupato nei giorni scorsi delle nuove regole di Facebook riguardanti la privacy dei suoi circa 350 milioni di utenti. Ma come spesso accade non si è avuto nemmeno il tempo sufficiente per capire in cosa consistano le novità che qualcuno ha avuto subito da ridire. Partiamo dal principio e ricordiamo cosa riportava l'Ansa il nove dicembre sull'argomento: “Facebook sta per lanciare una serie di strumenti con cui permetterà ai suoi 350 milioni di utenti di ottenere una maggior riservatezza sui dati. Il Publisher Privacy Control di Facebook consentirà infatti agli utenti di scegliere l'impostazione di privacy per ogni post nel momento in cui viene creato. Ogni utente potrà condividere con tutti il proprio parere su un nuovo film, ad esempio, ma solo con un numero ristretto il suo nuovo numero di telefono o le foto dei figli sul social network”. Beh, mica male. Non proprio, a dire il vero.

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Qui si parla di hi tech, internet, web 2.0 e social network

Ecco nero su bianco i miei articoli per Tech Tester IT:


Facebook, alla faccia della privacy? (15 dicembre 2009)


lunedì 14 dicembre 2009

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Assonanze

Mi è capitato di assistere a una scena quasi comica oggi. Ero in metropolitana, come di consueto, per recarmi in redazione e pensavo a che razza di giornata avrei passato tra un comunicato e l’altro, una dichiarazione di qua e una di là, una botta di Di Pietro e una risposta di Capezzone. Per lo più, pensavo, tanta solidarietà al premier.

Al mio fianco c’era una scolaresca. Diciamo una decina di nani scalmanati tra i sette e i nove anni, credo. Si parlava, non ricordo come ci siano arrivati, di Liberazione. “Liberazione da cosa?”, chiedeva la maestra. Silenzio per un po’. La maestra allora suggeriva: “Chi c’era in Italia prima della Repubblica?”. Ecco, finalmente, la risposta di un tipetto sveglio: “Mussolini!”.

Ora, io non so se la cosa abbia un nesso e se sì fino a che punto. Fatto sta che un compagno del tipetto sveglio come ha sentito nominare Mussolini ha mimato con tanto di effetto sonoro quanto accaduto ieri a Berlusconi. “Ieri Berlusconi ha preso una botta in faccia, che schifo… tutto sangue…”.

Chissà, magari il piccolo a casa ha sentito accostare Berlusconi a Mussolini o forse no e sono io a viaggiare di fantasia. Ciò non toglie che più volte ho sentito dire di Berlusconi che è un dittatore o fregnacce simili. Francamente credo che non sia l’antiberlusconismo la migliore arma per fronteggiare il berlusconismo, per quanto qualcuno continui a pensarla in questo modo. Tutti quei fan su Facebook a un Massimo Tartaglia qualunque, un uomo considerato psicolabile (e forse manco tanto a questo punto), sono un po’ la dimostrazione di quanto cerco di dire. Finché ci saranno persone disposte a esultare per un atto di violenza come quello di ieri, Berlusconi e i suoi avranno un alibi per continuare la loro opera. Con buona pace della sinistra e così sia. E’ l’Italia, bellezza.



venerdì 11 dicembre 2009

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Intervista alla Coraline Records

Io, per FutuRadio Web

Un progetto nato pochi mesi fa, eppure così maturo. Stiamo parlando dell'etichetta indipendente Coraline Records, sorta nell'estate 2009 grazie alle brillanti idee di Francesco e Paolo, cantante e chitarrista dei Giocattoli di Clara. “L'intenzione – raccontano a FutuRadio Web gli ideatori dell'etichetta – era di creare una label indipendente per la promozione delle giovani realtà della scena alternativa italiana”. La Coraline Records, in sostanza, si occupa di pubblicare i lavori di poche e selezionate band emergenti sui maggiori negozi online di musica digitale (iTunes, Amazon, Napster...) e di promuovere gli stessi gruppi tramite i propri canali di pubblicizzazione e partnership, quali webzine, siti dedicati, mailing list e radio. Al momento gli artisti e le band che hanno firmato per la Coraline Records sono Giocattoli Di Clara (www.myspace.com/igiocattolidiclara), Neuro Star (www.myspace.com/neurostar), My Hidden Phobia (www.myspace.com/myhiddenphobia), To Ed Gein (www.myspace.com/toedgein), Inkastro (www.myspace.com/inkastro) e School Disaster (www.myspace.com/schooldisaster). In soli tre mesi di attività, l'etichetta può vantare un “curriculum” di tutto rispetto: cinque release pubblicate finora e il 20 dicembre è in uscita la sesta, con l'album dell'artista hip hop Inkastro.

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mercoledì 9 dicembre 2009

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Non è un addio. E nemmeno un arrivederci

Non abbandono un bel niente, tante volte qualcuno ci avesse sperato. Diciamo che, contrariamente a quanto auspicato qui, la situazione non è molto cambiata e ora subentra in via definitiva il mio impegno supremo: la tesi, atto finale. Da queste parti, temo, mi farò vedere meno. Spero di no, ovviamente. Ma come si dice, meglio mettere le mani avanti… Intanto segnalo un nuovo interessante progetto che mi vede in qualche modo coinvolto. Si chiama Tech Tester IT. Vabbè, ve l’ho detto. Ora fate un po’ come volete.



venerdì 4 dicembre 2009

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Mai dire Riccardo

In questi giorni è successo qualcosa di strano a Sbs. Partiamo però dal principio che ci capiamo prima. Dunque, non ho mai vantato chissà quale numero esagerato di ingressi all’interno del blog. E in basso ci sono le statistiche a provarlo, accessibili a chiunque, segno che francamente delle visite mi importa poco. Posso inoltre dire che era un bel po’ che non superavo la quota cento, da quando, almeno, sono impegnato in tutt’altro progetto di cui ho già ampiamente parlato. Tuttavia, dall’oggi al domani, mi sono ritrovato al cospetto di un inaspettato boom di ingressi. Basta fare qualche esempio: 30 novembre appena 28 misere visite, il primo dicembre, inspiegabilmente, 115. Il bello deve ancora venire. Il due dicembre il contatore si è fermato a 200 visite e ieri, tre dicembre, a 135. Motivo? Spulciando le chiavi di ricerca, le provenienze e tutto il resto, ho scoperto, con grande sorpresa, che il motivo di tale “successo” è un post del 26 febbraio di quest’anno in cui facevo notare, a mio avviso, la somiglianza tra Riccardo Schicchi e Bobby Jindal. Ancora di più, è proprio la foto di Schicchi ad essere particolarmente cliccata. Infatti è in quarta posizione su Google Immagini. Allora mi sono chiesto, “povero Schicchi, gli è accaduto qualcosa?”. Controllo, ma niente di niente a riguardo. Insomma, non vorrei che l’aria frizzantina che si respira sotto Natale abbia ringalluzzito gli ormoni forse sopiti di qualche internauta… Dovrei dire grazie a Riccardino nostro, ma per me non è che sia propriamente un vanto tutto ciò. Ora siamo fermi a quota 42 con le visite. Stanno calando nuovamente, per fortuna (Riccà, in amicizia, se fa pè ride…).



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è un blog di Fabio Germani. Fu creato il 20 ottobre 2007 ed è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Il tema del blog è Sample II di Jason Sutter, liberamente smanettato dal tenutario. Il logo è invece opera di Gulp Easy Web Solutions. Chiunque sia interessato a un esperimento promosso in questo spazio, può cliccare qui.

Quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto (Walter Lippmann)